By infopadweb 29 Dicembre 2025
AFIDOP – PROGETTO VIGILANZA 2025: ESITI
Dicembre 2025Dopo il positivo riscontro del progetto pilota “Progetto Vigilanza”, avviato nel 2023 da AFIDOP con il supporto di GriffeShield su un campione di Denominazioni di Origine Protetta casearie, nel 2025 l’Associazione ha dato avvio alla seconda fase dell’iniziativa, estendendola all’intera compagine associativa e coinvolgendo complessivamente 22 Indicazioni Geografiche.
Obiettivi del progetto di ricerca 2025
L’attività di ricerca è stata finalizzata alla verifica della presenza delle 22 denominazioni aderenti ad AFIDOP nei menù online della ristorazione italiana e all’analisi delle modalità di utilizzo delle stesse.
Il progetto è stato nuovamente affidato a GriffeShield, società specializzata in ricerche online. L’obiettivo dell’indagine era di verificare l’effettiva applicazione delle Linee Guida AFIDOP-FIPE sui menù online e si è svolto nella seconda metà del 2025. L’iniziativa si è posta come strumento di supporto all’attività di vigilanza dei Consorzi di Tutela e, al contempo, come occasione di sensibilizzazione degli operatori della ristorazione verso un utilizzo più corretto e una valorizzazione più consapevole delle denominazioni di origine.
Risultati emersi
La ricerca online 2025 ha rilevato la presenza di almeno una delle Denominazioni oggetto di analisi in 2.630 locali, pari al 24,4% del panel analizzato, un dato sostanzialmente in linea con quello della precedente indagine del 2023 (25,3%). Il risultato assume particolare rilievo considerando l’ampliamento del numero di denominazioni coinvolte.
In termini complessivi, sono stati individuati 8.058 contenuti, con una crescita significativa della media dei riscontri per locale, passata da 2,56 a 3,06 (+20%), a conferma di una maggiore visibilità delle Indicazioni Geografiche nei menù online.
Come già osservato nel 2023, la presenza delle denominazioni è stata registrata in locali situati in tutte le province italiane, con Firenze e Bologna che si confermano ai primi due posti per numero di riscontri.
La distribuzione dei contenuti rilevati risente di diversi fattori, sia endogeni sia esogeni alla ricerca, quali le aree di origine delle Denominazioni partecipanti, la tipologia di locale, il livello e le modalità di utilizzo degli strumenti digitali da parte degli operatori della ristorazione, nonché la stagionalità del periodo di rilevazione.
Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Mozzarella di Bufala Campana e Gorgonzola risultano, in ordine, le denominazioni maggiormente presenti in termini assoluti, concentrando complessivamente il 78% dei contenuti rilevati. L’ordine varia sensibilmente se si analizza il corretto utilizzo delle denominazioni rispetto al totale dei rilievi: in questo ambito si evidenzia una particolare attenzione per il Gorgonzola, che presenta un utilizzo corretto nel 33,8% dei casi, seguito da Parmigiano Reggiano (15,4%), Grana Padano (11,3%), Taleggio (8,8%) e Pecorino Romano (7,8%), fino a Provolone Valpadana e Quartirolo Lombardo.
Approfondendo l’analisi in relazione alle citazioni complessive di ciascuna Indicazione Geografica, si osserva che Asiago, Caciocavallo Silano, Fontina, Montasio, Piave, Strachitunt, Salva Cremasco e Taleggio sono riportati sempre in maniera corretta. Percentuali di correttezza particolarmente elevate si riscontrano anche per Gorgonzola (99%), Pecorino Romano (94%) e Bitto (94%). Nel complesso, la corretta adesione a quanto previsto dai disciplinari di produzione è stata riscontrata nel 52% dei casi.
Per le Denominazioni già incluse nella ricerca del 2023 emerge un generale miglioramento nella correttezza delle citazioni, con progressi particolarmente significativi per le Indicazioni di maggiori dimensioni, quali Gorgonzola (dal 94% al 99%), Parmigiano Reggiano (dal 23% al 37%) e Grana Padano (dal 22% al 29%). Permangono alcune criticità legate alla complessità delle denominazioni composte da più parole e, per quelle di maggiore notorietà e diffusione, all’uso di citazioni generiche o abbreviazioni improprie.
Si rileva inoltre un incremento, rispetto al 2023, dell’affiancamento delle denominazioni all’acronimo DOP, elemento che testimonia una crescente attenzione alla comunicazione dell’origine certificata.
Nel complesso, le campagne di sensibilizzazione, le attività di vigilanza dei Consorzi di Tutela e dell’Associazione, unitamente agli accordi e alle linee guida adottate, hanno contribuito, nell’arco di un biennio, a una maggiore consapevolezza e attenzione all’origine certificata dei prodotti utilizzati.
Sono presenti, seppur con differenze tra i vari casi, qualificativi aggiuntivi alla denominazione principale. L’indicazione della stagionatura resta un’informazione ancora poco diffusa nei menù online: rispetto al 2023 si registra un aumento in termini assoluti, concentrato prevalentemente su Parmigiano Reggiano e Grana Padano, che rappresentano complessivamente quasi il 93% dei casi.
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